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20 parole foggiane da conoscere: significato e utilizzo

Il foggiano appartiene alla Puglia, ma non coincide con il barese né con il salentino. La Capitanata è ampia e le parlate cambiano tra città, Tavoliere, Gargano e Subappennino Dauno.

Le forme sono orientative e possono presentare vocali finali indistinte, difficili da rendere per iscritto. Una parola usata a Foggia città può cambiare nei comuni della provincia.

20 parole e forme foggiane

1. Uagnóne

Ragazzo, giovane. È collegata a forme diffuse in molte varietà meridionali.

2. Mò

Ora, adesso. Il tono può renderlo impaziente o semplicemente temporale.

3. Jamme

Andiamo, dai. Compare con varianti di pronuncia e scrittura.

4. Avàste

Basta, è sufficiente. Può essere un ordine o una constatazione.

5. Addò

Dove. La forma è condivisa con altre aree del Sud.

6. Accattà

Comprare. È una voce storicamente diffusa nel Mezzogiorno.

7. Magnà

Mangiare. L’uso non è esclusivo della Capitanata.

8. Tené

Avere o tenere, secondo il contesto.

9. Capa

Testa; può indicare anche la mente o il carattere in espressioni figurate.

10. Criature

Bambino o creatura; spesso è una forma affettiva.

11. Cumpare

Compare o appellativo confidenziale.

12. Ciòrte

Fortuna, sorte. È presente, con varianti, anche in altre regioni meridionali.

13. Fòre

Fuori. La vocale e la finale variano nelle pronunce locali.

14. Frische

Fresco; può comparire anche in esclamazioni e modi di dire.

15. Ciucche

Asino; in senso figurato può indicare una persona testarda o poco sveglia.

16. Nen

Non, in alcune rese grafiche della negazione; la vocale può essere molto ridotta.

17. Case

Casa, spesso con vocale finale attenuata nella pronuncia.

18. Tavule

Tavola o tavolo, con variazioni locali.

19. Mammà

Mamma, con accento finale affettivo e familiare.

20. Papà

Padre; la forma convive con termini più tradizionali e locali.

Una provincia, molte parlate

Il Gargano conserva tratti diversi dal Tavoliere; i Monti Dauni guardano anche verso Campania, Molise e Basilicata. Parlare di “foggiano” è utile, purché non si cancellino queste differenze.

Come verificare una parola

Confronta dizionari locali, raccolte orali e almeno due parlanti della stessa zona. Per una stampa o un progetto pubblico, chiedi anche quale grafia riconoscono come naturale.

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Immagine di copertina: prodotto Dialetty “Je asse’ u dann”.

Fonti e approfondimenti

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